Se fino a poco tempio fa il feed dei social era il luogo preferito per esprimere le proprie opinioni e informarci sui nostri interessi, ultimamente l'utilizzo dei social network sta diventando sempre più “privato”. Pensiamo ad esempio allo sviluppo dei gruppi più o meno ristretti, al social messaging o alla condivisione di stories. In tutti questi casi la componente pubblica è molto limitata rispetto al passato. Da cosa deriva questa tendenza?
Condivisione “casual” e social messaging
Uno dei motivi principali va ricercato nella voglia di condividere momenti casuali e pubblicare in modo meno strutturato ma frequente. Non è un caso che le storie di Instagram, Facebook e Snapchat, ma anche gli stati Whatsapp, siano in costante crescita. Gli ultimi studi parlano di oltre 500 milioni di utenti che le utilizzano ogni giorno! A questo si affianca l'uso massiccio de social messaging: le app che svolgono questa funzione sono in rapida ascesa, tanto che ormai rappresentano il centro dell'esperienza social per la maggior parte degli utenti.
Gruppi
Anche i gruppi privati e le community hanno un ruolo sempre più rilevante nelle nostre interazioni con i social network. La causa di questo atteggiamento è legata alla natura umana: ci siamo evoluti come specie per vivere in gruppo e siamo portati a dare più importanza alle persone o ai pensieri più simili a noi. All'interno dei gruppi ci sentiamo liberi di esprimere la nostra opinione e di avviare conversazioni più profonde, senza la paura di reazioni negative. I social si stanno quindi orientando verso un focus più “privato” o, come ha dichiarato Zuckerberg, stanno affiancando al tradizionale aspetto di “piazza pubblica” un più intimo aspetto di “salotto privato”.
Cosa devono fare i brand?
Questi cambiamenti nell'uso dei social hanno un impatto significativo sul modo in cui i brand possono sviluppare una relazione con i propri clienti. Ad esempio si possono creare strategie per fornire contenuti in esclusiva o in anteprima, o consentire un accesso diverso all'esperienza tradizionale, così da far aumentare sia l'interesse che l'interazione tra i componenti del gruppo. Un'altra idea interessante potrebbe essere coinvolgere la propria community in eventi dal vivo che sviluppino i temi cari al target.
Per poter fare la scelta giusta è fondamentale studiare in modo approfondito il gruppo di riferimento, gli interessi degli iscritti e i canali che utilizzano più frequentemente. In questo modo sarà più semplice riuscire ad individuare il giusto mix di contenuti da condividere in modo trasversale tra le diverse piattaforme, da quelle pubbliche a quelle più “private”. Solo così si potrà avere successo anche con il sempre più diffuso private social.

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